Noto

 

Denominazione abitanti: notinesi o netini.
Numero abitanti: 23.065 
Prefisso telefonico: 0931. CAP: 96017
Festa comunale: San Corrado Confalonieri il 19 febbraio.

 
L'origine di Noto risale sicuramente al momento in cui ci sono stati in sicilia i primi insediamenti. Secondo un antica leggenda, Neas, così si chiamava all'inizio Noto, è la patria del condottiero siculo Ducezio, che nel V secolo a.c., difese la città dalle incursioni grece trasferendola dall'altura della Mendola al vicino monte Alveria, circondato da profonde valli.Centro d'arte e cultura divenne Neaton sotto la civiltà Greca, Netum in epoca romana , e Noto sotto il dominio Arabo.
Si susseguirono poi ancora altre civiltà, a iniziare da quella normanna, Sveva, Aragonese, Spagnola.

Nel 1963 un terribile terremoto distrusse la città, venne ricostruita sul  monte Meti. La nuova città di Noto con il suo stile barocco dal carattere solare è una delle più belle città della sicilia orientale,  inconfondibilmente  meravigliosa.

Le vie della città sono intervallate da scenografiche piazze ed imponenti scalinate. Dalla ricostruzione venne fuori un capolavoro di urbanistica e di architettura, definita da Cesare Brandi"Giardino di Pietra". Scalpellini e artigiani, sotto la guida del Duca di Camastra (rappresentante a Noto del vicerè spagnolo) lavorarono la pietra del luogo,  creando quella  tinta dorata e rosata, che la luce del tramonto accentua, mensole, capitelli, colonne, fregi e putti. Conventi, Chiese, Monasteri, Palazzi, sono il risultato del  " BAROCCO DI NOTO"

Da Visitare :

Il corso Vittorio Emanuele, introdotto dalla porta Reale (eretta nel 1838), cui fanno seguito la chiesa di San Francesco all'Immacolata (opera del 1704-1745), il monastero del Santissimo Salvatore (1706) e la chiesa di Santa Chiara (costruita fra il 1719 e il 1758). Piazza del Municipio è lo scenografico barocco dove spicca, sulla sommità di una scala a tre rampe, la facciata del Duomo (1776); al 1746 risale invece Palazzo Ducezio. Nella piazza XVI Maggio la fronte convessa della chiesa di San Domenico (costruita fra il 1703 e il 1727) uno degli esempi più significativi del barocco settecentesco siciliano. Parallela al corso Vittorio Emanuele c'è via Cavour, anch'essa scandita da palazzi e chiese del Settecento; via Nicolaci accoglie l'imponente Palazzo Nicolaci di Villadorata (1737). Nella parte alta della città sorge la chiesa del Santissimo Crocifisso, che conserva all'interno una Madonna col bambino di Francesco Laurana (1471).

 

 

 

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